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FAQ - Fotovoltaico
| La potenza nominale (o massima, o di picco, o di targa) dell'impianto fotovoltaico è la potenza elettrica dell'impianto determinata dalla somma delle singole potenze nominali di ciascun modulo fotovoltaico facente parte del medesimo impianto, misurate alle condizioni standard (temperatura pari a 25 °C e radiazione pari a 1.000 W/m²). |
| Il soggetto responsabile
che intende realizzare l’impianto fotovoltaico
inoltra al gestore di rete locale una richiesta di
connessione alla rete (a seconda dell’ubicazione
degli impianti Enel Distribuzione, ACEA, AEM, AEM
Torino, ecc.). |
Un impianto fotovoltaico
trasforma direttamente l’energia solare in
energia elettrica.
Esso è composto essenzialmente da:
L’impianto fotovoltaico è essenzialmente
costituito dai seguenti elementi:
- un “generatore”, composto da moduli
fotovoltaici;
- un “sistema di condizionamento e controllo
della potenza”: inverter
- strutture di sostegno
- misuratori di energia
- quadri elettrici e cavi di collegamento
I moduli sono costituiti da celle in materiale semiconduttore,
il più utilizzato dei quali è il silicio
cristallino. Essi rappresentano la parte attiva del
sistema perché convertono la radiazione solare
in energia elettrica. Gli impianti fotovoltaici possono
essere connessi alla rete elettrica di distribuzione
(grid-connected) o ad utenze isolate (stand-alone),
in modo da assicurare la disponibilità di
energia elettrica in zone isolate. |
| Il termine energia elettrica
autoconsumata indica la parte di energia prodotta
dall’impianto fotovoltaico e consumata istantaneamente
dalle utenze correlate al sito di produzione. La
parte restante viene immessa in rete per la vendita,
secondo le modalità definite dall’Autorità per
l’Energia. |
Il gestore di rete locale è il
soggetto a cui è affidata la gestione della
rete elettrica relativa al sito in cui sarà installato
l’impianto fotovoltaico. Ad esso andranno inviate
le richieste relative alla connessione alla rete
dell’impianto ed all’eventuale installazione
dei contatori di misura dell’energia elettrica.
Il distributore locale è il soggetto che si
occupa della fornitura di energia elettrica ai clienti
vincolati; può coincidere con il gestore di
rete nel caso abbia la proprietà della rete
di distribuzione a cui è allacciata l’utenza. |
Entrambe le tipologie
d’impianto utilizzano il sole come fonte energetica:
i moduli fotovoltaici trasformano direttamente la
radiazione solare in energia elettrica, invece i
pannelli solari termici utilizzano l’energia
termica del sole per riscaldare l’acqua da
utilizzare per uso igienico sanitario o per il riscaldamento
degli ambienti. |
E’ possibile verificare
la funzionalità dell’impianto in due
modi: personalmente, controllando le segnalazioni
eventualmente presenti tramite apposite spie luminose,
o in tele-lettura, predisponendo l’impianto
affinché sia gestibile a distanza via personal
computer.
L’assistenza può essere anche curata
da terze parti. Renergies Italia fornisce un servizio
di pronto intervento, per far fronte ad eventuali
problemi dell’impianto nel minor tempo possibile. |
La valutazione può essere
effettuata a partire dai dati di insolazione del
territorio italiano su superficie orizzontale (tali
dati sono riportati nella Norma UNI 10349: “Riscaldamento
e Raffrescamento degli edifici. Dati climatici”).
I suddetti dati debbono essere corretti in relazione
all’effettiva esposizione ed inclinazione del
campo fotovoltaico e trasformati in producibilità annua
sulla base del rendimento dell’impianto. |
Per ottimizzare la produzione
di energia ricavabile dall’impianto, in fase
di progettazione è bene considerare l’irraggiamento
e l’insolazione del sito. In Italia le migliori
condizioni d’installazione
sono le seguenti: esposizione SUD (accettabile anche
SUD-EST, SUD-OVEST, con ridotta perdita di produzione);
inclinazione dei moduli compresa fra 25°(latitudini
più meridionali) e 35°(latitudini più settentrionali)
rispetto al piano orizzontale;
assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento. |
E’ possibile,
ma è bene distinguere due casi:
per impianti di potenza non superiore a 20 kW che
usufruiscono del servizio di scambio sul posto, l’energia
elettrica immessa in rete e non consumata nell’anno
di riferimento costituisce un credito, in termini
di energia ma non in termini economici, che può essere
utilizzato nel corso dei tre anni successivi a quello
in cui matura. Al termine dei tre anni successivi,
l’eventuale credito residuo viene annullato;
per impianti di potenza superiore a 20 kW e per quelli
di potenza fino a 20 kW che non scelgono l’opzione
di scambio sul posto, è possibile cedere in
rete, vendendola, l’energia non consumata in
loco. |
| La manutenzione necessaria
per gli impianti fotovoltaici è pressoché trascurabile.
I moduli necessitano di essere puliti con acqua con
cadenza approssimativamente bimestrale, specie dopo
piogge particolarmente sabbiose. |
I vantaggi possono essere
di tipo ambientale ed economico:
- assenza di qualsiasi tipo di emissione inquinante;
- risparmio di combustibili fossili;
- affidabilità degli impianti poiché non
esistono parti in movimento;
- costi di esercizio e manutenzione ridotti al minimo;
- modularità del sistema (per aumentare la
potenza dell’impianto è sufficiente
aumentare il numero dei moduli). |
La produzione elettrica
annua di un impianto fotovoltaico è variabile
in quanto dipende da diversi fattori:
- radiazione solare incidente sul sito d’installazione;
- orientamento ed inclinazione della superficie dei
moduli;
- assenza/presenza di ombreggiamenti;
- costi di esercizio e manutenzione ridotti al minimo;
- prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto
(moduli, inverter ed altre apparecchiature).
Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di
potenza nominale, con orientamento ed inclinazione
ottimali ed assenza di ombreggiamento, non dotato
di dispositivo di “inseguimento” del
sole, in Italia è possibile stimare le seguenti
producibilità annue massime:
- regioni settentrionali 1.000 – 1.100 kWh/anno;
- regioni centrali 1.200 – 1.300 kWh/anno;
- regioni meridionali 1.400 – 1.500 kWh/anno;
Per un impianto fotovoltaico con dispositivo di inseguimento,
sempre della potenza nominale di 1 kW, si hanno le
seguenti stime di producibilità:
- regioni settentrionali 1.350 – 1.450 kWh/anno,
- regioni centrali 1.600 – 1.700 kWh/anno,
- regioni meridionali 1.850 – 2000 kWh/anno.
In genere, il consumo annuo elettrico medio di una
famiglia italiana è pari a circa 3.000 kWh. |
Facendo riferimento
alle applicazioni sui tetti inclinati delle costruzioni
e a moduli di silicio cristallino, un valore indicativo
di occupazione di superficie è di circa 8
-10 mq per kW di potenza nominale installata.
Nel caso di installazioni su tetti piani o a terra
sempre con moduli di silicio cristallino, la superficie
occupata è di circa 20 mq per kW di potenza
nominale installata. |
| La vita media di un impianto fotovoltaico è certamente superiore ai 20 anni.
In particolare, i moduli, che rappresentano la componente economicamente più rilevante dell’impianto hanno in generale una durata di vita garantita dai produttori oltre i 20 anni.
Esistono comunque impianti ben curati che continuano a erogare energia anche dopo 80 anni. |
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FAQ - Conto Energia
| Secondo il nuovo decreto, l’incentivo viene riconosciuto su tutta l’energia prodotta dall’impianto, misurata da un apposito contatore posto all’uscita del gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata, prima che essa sia resa disponibile alle utenze elettriche e/o immessa nella rete elettrica. |
Le tariffe, che
rimangono costanti in termini di moneta corrente
per la durata del periodo di incentivazione pari
a 20 anni, sono differenziate in base alla taglia
degli impianti ed al grado di integrazione architettonica.
In particolare vengono distinte le seguenti tipologie
di impianto: Impianto non integrato (es. impianto
al suolo); Impianto parzialmente integrato (es.
impianti a tetto aderenti alla superficie della
copertura); Impianto integrato (es. pensiline con
copertura costituita da moduli fotovoltaici). La
tabella di seguito sintetizza il valore dellíincentivazione
riconosciuta al variare della potenza e della tipologia
di impianto:
| Taglia di potenza dell'impianto |
Non integrato (E/kWh) |
Parzialmente integrato
(E/kWh) |
Integrato (E/kWh) |
1 kW ≤ P ≤ 3 kW
|
0,40 |
0,44 |
0,49 |
| 3 kW < P ≤ 20
kW |
0,38 |
0,42 |
0,46 |
| P > 20 kW |
0,36 |
0,40 |
0,44 |
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| Con il termine scambio sul posto (Delibera AEEG 28/06) si intende il servizio erogato dal distributore locale competente nell'ambito territoriale in cui è ubicato l'impianto fotovoltaico.
Tale servizio consiste nell'operare un saldo annuo tra l'energia elettrica immessa in rete dall'impianto medesimo e l'energia elettrica prelevata dalla rete dall'utenza connessa a tale impianto.
È possibile avvalersi dello scambio sul posto solo se il punto di immissione e di prelievo dell'energia elettrica scambiata con la rete coincidono.
Possono richiedere di usufruire del servizio di scambio sul posto i soggetti responsabili che hanno la disponibilità di impianti di potenza nominale non superiore a 20 kW. |
| Il termine “Conto Energia” indica un meccanismo di incentivazione che remunera l’energia elettrica prodotta da un impianto per un certo numero di anni. L’incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.a. Ciò si differenzia dall’ “incentivazione in conto capitale” intendendo in questo caso l’erogazione di un contributo per l’investimento necessario per la realizzazione di un impianto. |
| Il GSE riconosce gli incentivi del Conto Energia a coloro che presentano a impianto ultimato ed in esercizio, una domanda con allegata la documentazione finale di progetto. Renergies Italia su richiesta del cliente, elabora la documentazione necessaria e le domande per l’accesso agli incentivi del Conto Energia. |
Per gli impianti di
potenza fino a 20 kW, si può in alternativa:
- usufruire del servizio di scambio sul posto, facendone
richiesta all'impresa distributrice competente sul
territorio ove l'impianto è ubicato.
- vendere a prezzo amministrato l'energia elettrica
prodotta al gestore di rete cui l'impianto è collegato
(secondo le regole riportate nella delibera 34/05);
- vendere l'energia elettrica prodotta sul mercato
libero attraverso contratti bilaterali con grossisti
o clienti finali liberi, oppure attraverso la Borsa
elettrica;
Per gli impianti di potenza superiore a 20 kW, è possibile
solamente:
- vendere a prezzo amministrato l'energia elettrica
prodotta al gestore di rete cui l'impianto è collegato
(secondo le regole riportate nella delibera 34/05);
- vendere l'energia elettrica prodotta sul mercato
libero attraverso contratti bilaterali con grossisti
o clienti finali liberi, oppure attraverso la Borsa
elettrica. |
Le tariffe incentivanti
non sono cumulabili con:
- incentivi pubblici in conto capitale eccedenti
il 20 % del costo di investimento;
- incentivi pubblici derivanti dal programma “tetti
fotovoltaici” del Ministero dell’Ambiente,
erogati dal Ministero, dalle Regioni o dalle Province
autonome;
- certificati verdi;
- titoli di efficienza energetica. |
Gli incentivi del Conto
Energia vengono erogati per 20 anni e l’incentivo
erogato al momento (sono in corso dei procedimenti
intesi ad aggiornare le tariffe su base Istat) è costante
per tutto il periodo di incentivazione.
Al termine del periodo ventennale continuano i benefici
derivanti da:
- scambio sul posto dell’elettricità,
per gli impianti di potenza non superiore a 20 kW
che abbiano optato per tale disciplina;
- remunerazione dell’elettricità consegnata
alla rete, per tutti gli impianti ad eccezione di
quelli fino a 20 kW che abbiano optato per il servizio
di scambio sul posto. |
Secondo quanto indicato
nell’allegato del DM 19 febbraio 2007, alla
domanda occorre allegare i seguenti documenti (fatte
salve integrazioni nella delibera di prossima emanazione):
- documentazione finale di progetto dell’impianto,
realizzato in conformità alla norma CEI-02,
firmato da professionista o tecnico iscritto all’albo
professionale, corredati di elaborati grafici di
dettaglio e cinque fotografie dell’impianto
fotovoltaico su supporto informatico;
- scheda tecnica d’impianto;
- elenco dei moduli e dei convertitori indicante
marca, modello e numero di matricola;
- certificato di collaudo dell’impianto;
- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà autenticata
firmata dal soggetto responsabile attestante quanto
indicato al punto 5 dell’allegato 4 del DM
19 febbraio 2007;
- eventuale copia della denuncia di apertura dell’officina
elettrica (soltanto per impianti superiori a 20 kWp,
Legge 13 maggio 1999, n. 133, art 10, commi 7 e 8,
o superiori a 30 kWp se ricadenti nell’art.
60, comma 2, lettera b della Legge n. 342/2000);
- copia del codice indentificativo dell’impianto;
- copia dell’autorizzazione comunale;
- dichiarazione di proprietà dell’immobile o autorizzazione all’installazione dell’impianto. |
Si può stimare
un tempo di ritorno del capitale investito compreso
tra 8 e 12 anni. Tuttavia bisogna tener conto che
esso dipende da diverse variabili, quali ad esempio:
la quantità di radiazione solare disponibile
(dipendente dalla latitudine del sito d'installazione
e dall'orientamento),
il costo per kW dell'investimento (dipendente dalla
taglia dell'impianto),
il valore delle tariffe incentivanti e valore dell'energia
utilizzata,
la tipologia di integrazione architettonica e l'eventuale
riconoscimento del premio legato ad un uso efficiente
dell'energia. |
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